Deserto rosso, Michelangelo Antonioni
- di Gianfranco Massetti - parte 1
Siamo
a Ravenna nei primi anni sessanta. Corrado è un giovane imprenditore che sta reclutando degli operai
disposti a lavorare in Argentina. Egli si rivolge per questo motivo
all’amico Ugo, che dirige un’azienda petrolchimica. Ha così modo di
conoscere Giuliana, la moglie di quest’ultimo, che per lo choc subito
a seguito di un incidente stradale sembra nei suoi comportamenti una
persona completamente assente dalla realtà.
Corrado rimane immediatamente colpito dai suoi modi stravaganti e si abbandona
allo strano fascino della donna. Un mattino la va a trovare nel negozio
che sta allestendo in città.
Insieme a lei, dopo aver raggiunto la casa di un operaio di Ferrara, che Ugo
gli aveva indicato come persona disposta a trasferirsi in Argentina, Corrado
si accorge che Giuliana conosce questa persona.
Alcuni giorni dopo Corrado, Ugo
e Giuliana passeggiano lungo la riva di quello che alcuni anni prima era un
canale costellato da innumerevoli capanni di pescatori. Ora tutta
la zona si è trasformata
in un fangoso bacino di scarico delle industrie petrolchimiche. I tre si incontrano
qui con Max e Linda, una copia che Ugo e Giuliana frequentano e coi quali hanno
appuntamento per recarsi a mangiare del pesce insieme a Mili, una loro conoscente,
che li aspetta vicino al molo nel capanno di Max. Quest’ultimo è un imprenditore
che si occupa dell’acquisto e della vendita di aziende in fallimento. Rileva
aziende in difficoltà e le rivende. Il capanno vicino al molo dove vanno a mangiare è suo.
Max ha comprato per due soldi anche quello e lo ha appena venduto ad un suo operaio,
che lo usa come alcova per portarci le fidanzate.
Dopo aver consumato il loro pranzo, i sei amici si intrattengono
in una piacevole conversazione sull’erotismo, fino a quando l’attracco
al molo di una nave ed il sopraggiungere di un medico non li scuote
dal torpore, avvertendoli di un imminente pericolo.
All’arrivo del medico, la nave innalza appunto un bandiera gialla per segnalare un contagio a bordo. Presi dal panico, abbandonano in fretta e furia il capanno e si precipitano alle macchine. Ma Giuliana si accorge di non avere più la sua borsa. Quando Ugo e Corrado si offrono di tornare a riprenderla, lei protesta premurosa e, all’arrivo di un’ambulanza,
si avvia terrorizzata alla macchina del marito.
La nebbia avvolge il molo e Giuliana non riesce a distinguere più le persone. Avviata la macchina, invece di girare verso terra, accelera il motore e punta verso il molo. Gli altri la seguono con lo sguardo stupiti, la rincorrono e cercano di avvertirla. Riesce appena in tempo a fermarsi. Non sa spiegare come sia accaduto, l’ ha confusa la nebbia. Pensava solo ad allontanarsi da lì ed
invece stava quasi precipitando in mare.
Il giorno che erano andati a Ferrara Giuliana aveva parlato a Corrado
del suo ricovero in clinica dopo l’incidente automobilistico.
Giuliana gli aveva raccontato di una ragazza incontrata là.
“Stava molto male” - aveva detto Giuliana – “ E’ che …voleva
avere tutto.”
“Tutto che cosa?”, aveva chiesto Corrado.
“Il dottore” – aveva
risposto Giuliana – “le
diceva: Lei dovrebbe imparare ad amare. Amare una persona o anche
una cosa: suo marito, suo figlio, un lavoro o anche un cane… Ma
non marito figlio lavoro cane alberi fiume…”
Quando Corrado le aveva poi chiesto che cosa si sentiva la ragazza,
lei aveva detto: “Le mancava il pavimento. L’impressione
di scivolare su un piano inclinato … andare giù, giù … di
essere sempre lì lì per affogare … e non hai
niente …” Un giorno, rivedendo Corrado, tornano a parlare
del suo incidente. In realtà, lei non ha mai avuto alcuno scontro
automobilistico. D’accordo con i medici di una clinica psichiatrica,
durante un’assenza
per lavoro di Ugo, si era fatta ricoverare per curarsi, perché aveva
tentato il suicidio. Era là che aveva conosciuto l’operaio
di Ferrara, anche lui ricoverato, ma solo per un esaurimento psichico.
Invece, la storia della ragazza era inventata. Quella ragazza, in realtà,
era lei.
Deserto rosso, Michelangelo Antonioni
- di Gianfranco Massetti - parte
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