In
questi film il concetto di "realismo" assume un'importanza
fondamentale, ma nell'accezione ben più precisa di documentario.
Il realismo del Free cinema è quello dei film che mostrano
la vita senza bisogno di commenti o di spiegazioni; testimonianza
del reale nei suoi aspetti dimenticati. Ma questa forte passione per
la realtà non sminuisce per niente l'importanza dell'autore,
che ha il compito di narrare una storia ambientata tra il popolo,
con personaggi proletari, e di mostrare la realtà nella sua
dimensione quotidiana e nei suoi aspetti meno spettacolari. Per i
cineasti del Free cinema conta soprattutto la capacità
del film di comunicare una serie d'informazioni; il cinema deve aderire
al reale, deve mostrare la vera faccia e insieme deve rendere pubblica
questa realtà, farla conoscere e farla capire. Il successo
internazionale della nuova corrente è però garantito
soprattutto da alcuni film di finzione d'ottima qualità e venati
dall'amarezza e dalla denuncia sociale. I tre film più famosi
di Tony Richardson sono certamente: Look Back in Anger
(I giovani arrabbiati, 1959), in cui il protagonista gestisce una
bancarella di dolciumi in un mercato all'aperto, lamentandosi con
i colleghi delle ingiustizie di classe; sulla triste vicenda si estende
lo squallido paesaggio industriale che circonda i personaggi e che
farà da sfondo alla maggior parte dei film del Kitchen Sink.
The Loneliness of the Long-Distance Runner (Gioventù,
amore e rabbia, 1962 ), storia di un astioso detenuto che in un riformatorio
si allena per una corsa campestre; questo film usa tecniche prese
in prestito dalla Nouvelle vague, fra cui accelerazioni per suggerire
eccitazione durante i crimini del protagonista e macchina a mano per
le scene delle sue esilaranti corse all'aria aperta e A Taste of
honey (Sapore di miele, 1961).
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