" Mon oncle d'Amerique "
di Alan Resnais - seconda parte
Il
regista si accinge ad illustrare attraverso le teorie di Laborit il
passato dei tre protagonisti fin dalla vita intrauterina che, pure,
nelle vicende di ciascuno di loro, ha esercitato la sua influenza.
Ad esempio, Jean Le Gall è stato partorito su un'isoletta
di proprietà del nonno medico, che vi si era rifugiato dopo la
guerra del 14-18, dicendosi completamente disgustato "dagli uomini
in genere e dalla categoria dei medici in particolare". Janine,
che invece aveva un padre comunista è stata messa al mondo con
il "parto indolore" praticato in Unione Sovietica. René
che alla propria nascita era poco robusto e rischiava di morire ebbe
il suo imprinting con il curato del paese, il quale aveva dovuto fare
12 chilometri per venirlo a battezzare.
I genitori di Jean abitavano in città e Jean trascorreva la maggior
parte dei suoi giorni col nonno, sull'isola. Alle sequenze che mostrano
il nonno di Jean alle prese coi granchi di mare che abbrustoliscono
sulla griglia fa seguito un commento di Laborit:" L'evoluzione,
l'evoluzione della specie, è conservatrice. E nel cervello degli
animali si riscontrano delle forme assolutamente primitive. Esiste un
primo cervello che Mac Lean ha chiamato il cervello rettile. E' quello
dei rettili, infatti. E scatena i comportamenti di sopravvivenza immediata,
senza i quali l'animale non potrebbe sopravvivere, bere, mangiare, il
che gli consente di mantenere la sua struttura; l'accoppiarsi, il che
gli permette la riproduzione. Poi, quando si passa ai mammiferi, un
secondo cervello si aggiunge al primo e, abitualmente, lo si definisce,
sempre con Mac Lean, il cervello dell'affettività. Io preferisco
dire che è il cervello della memoria. Senza il ricordo di ciò
che è piacevole o spiacevole non è possibile essere felici,
tristi, angosciati, non si può essere in collera, innamorati.
E si potrebbe quasi dire che un essere vivente è una memoria
che agisce. E poi un terzo cervello, che si chiama corteccia cerebrale,
si aggiunge ai primi due. Nell'uomo si è considerevolmente sviluppato.
Si chiama:la corteccia associativa. Che cosa vuol dire? Vuol dire che
associa. Associa le vie nervose soggiacenti e che hanno conservato traccia
delle esperienze passate. Le associa inoltre in maniera diversa da quella
in cui sono state impressionate dall'ambiente, al momento stesso dell'esperienza
vissuta. Il che significa che potrà creare, realizzare un procedimento
immaginario. Nel cervello dell'uomo, questi tre cervelli sovrapposti
esistono sempre. I nostri impulsi sono sempre quelli molto primitivi
del cervello rettile."
Si succedono altri ricordi della vita dei protagonisti e la conclusione
del ragionamento di Laborit:"Questi tre piani del cervello dovranno
funzionare insieme. E, perché questo succeda, debbono essere
collegati da dei canali. Uno possiamo chiamarlo il canale della ricompensa.
L'altro lo possiamo chiamare quello della punizione. E' questo secondo
che sboccherà nella fuga e nella lotta. Un altro ancora, quello
che finirà nell'inibizione dell'agire. Per esempio: la carezza
di una madre al suo bambino; la decorazione che lusingherà il
narcisismo di un guerriero; gli applausi che sostengono un pezzo di
bravura di un attore
ebbene: tutto questo libera delle sostanze
chimiche nel canale della ricompensa e provocherà il piacere
di colui che ne è l'oggetto."
Da ragazzo, René e suo fratello, di nascosto dal padre, decidono
di seguire un corso per corrispondenza: sono convinti che l'istruzione
li aiuterà a far rendere al meglio l'azienda paterna e a migliorare
le proprie condizioni di vita. Jean sogna invece di andare a vivere
a Parigi, lontano dai genitori e dai progetti che nutrono verso di lui.
Durante la seconda guerra mondiale, il padre di Jeanine era stato catturato
dalla Gestapo e torturato. Uno zio era morto in campo di concentramento.
Dopo c'erano state le guerre di decolonizzazione: l'Indocina e l'Algeria.
Mettersi a far politica fu per lei naturale; era così convinta
di riuscire a cambiare il mondo.
Segue un altro commento di Laborit:" Ma io ho parlato della memoria.
Ma, ciò che bisogna sapere, è che, all'inizio dell'esistenza,
il cervello è ancora, diciamo, immaturo
Per cui nei primi
due o tre anni della vita di un uomo l'esperienza che egli trarrà
dall'ambiente che lo circonda sarà indelebile, e costituirà
qualcosa di molto importante per l'evoluzione del suo comportamento
nel corso di tutta la sua esistenza. E, infine, dobbiamo renderci conto
che ciò che filtra nel nostro sistema nervoso dopo la nascita
e forse anche prima, nell'utero; gli stimoli che penetreranno nel nostro
sistema nervoso, ci vengono essenzialmente dagli altri, e che noi non
siamo che gli altri. Quando noi moriremo, sono gli altri, che noi abbiamo
interiorizzato nel nostro sistema nervoso, che ci hanno costruito, che
hanno costruito il nostro cervello, che lo hanno riempito, sono gli
altri che moriranno."
Venuto in contrasto col padre, René lascia la campagna, si sposa
ed entra a lavorare come contabile in una fabbrica di tessuti. Jean
se ne va a Parigi a studiare, ma il suo legame con la provincia e l'isola
di suo nonno viene ripristinato in seguito al matrimonio con l'amica
d'infanzia, Arlette, e grazie a un amico che lavora al Ministero dell'educazione
ottiene diversi incarichi di prestigio.
Non era propriamente la società che Janine voleva cambiare, "ma
un certo sistema di vita, opaco, grigio, noioso": la vita dei suoi
genitori, la sua vita. Dopo essere fuggita di casa per coronare il desiderio
di diventare attrice, entra in una piccola compagnia teatrale che riscuote
un discreto successo.
Il professor Laborit continua il suo discorso:" Così ecco
i nostri tre cervelli. I primi due funzionano in maniera inconscia e
noi non sappiamo cosa ci guidano a fare. Impulsi, automatismi culturali.
E il terzo ci fornisce un linguaggio esplicativo, che offre sempre una
scusa, un alibi, al funzionamento inconscio dei primi due. Io credo
che si debba rappresentarsi l'inconscio come un mare profondo e ciò
che noi chiamiamo il "cosciente" come la schiuma che nasce,
si frantuma, rinasce, sulla cresta delle onde. E' la parte più
in superficie di questo oceano che viene frustata dal vento
Si
possono dunque distinguere quattro tipi principali di comportamento.
Il primo è il comportamento di ciascuno, che assolve ai bisogni
fondamentali. Il secondo è un comportamento di gratificazione:
quando si è sperimentata un'azione che genera un piacere si cerca
di ripeterla. Il terzo è un comportamento che reagisce alla punizione.
Sia con la fuga, che la evita; sia con la lotta, che annulla il soggetto
dell'aggressione. L'ultimo è un comportamento di inibizione,
non ci si muove più, si attende in tensione, e si arriva all'angoscia.
L'angoscia è l'impossibilità di dominare una situazione."
La compagnia teatrale di Janine è costretta a chiudere. Per l'ultima
rappresentazione si organizza, così, una festa alla quale è
presente anche Jean, ora responsabile delle trasmissioni radiofoniche.
Poco dopo, vedremo Jean che abbandona la moglie Arlette per andare a
vivere con Janine. Intanto, René si trova alle prese con un collega
di lavoro che i proprietari dell'azienda tessile gli mettono accanto
per suscitare in lui un po' di sana competizione.
Jean vorrebbe scrivere un libro: la storia del sole e delle idee che
su di esso si sono fatte gli uomini. Lo dice a Janine mentre le mostra
la foto dell'isola dove è nato e dove si presume che i druidi
celebrassero i propri riti nei confronti della divinità solare.
La competizione sarà anche sana, ma non per René che,
dopo essere precipitato in uno snervante antagonismo col suo collega
di lavoro, si trova maggiormente esposto alle crisi di mal di stomaco,
a causa dell'ulcera. Cerca allora di accattivarsi le simpatie del collega
invitandolo a pranzo a casa sua. Nel frattempo, Jean, dopo aver liquidato
il programma radiofonico di un noto professionista, è a sua volta
destituito dall'incarico di responsabile dei servizi alla radio. Nemmeno
la salute di Jean è buona:continua ad avere coliche renali. In
ogni caso, conta, con la liquidazione di direttore della radio e coi
diritti d'autore del libro che ha scritto, di trascorrere il viaggio
di nozze con Janine in Perù: a vedere i templi del Sole. René,
invece, ha finalmente risolto i suoi conflitti di lavoro: i proprietari
dell'industria tessile gli offrono un avanzamento di carriera, come
direttore, ma deve trasferirsi a 600 chilometri dalla sua residenza.
La moglie non è favorevole e ne nasce una lite: "mi ricordi
mio padre - dice René - ogni volta che si parlava di rinnovare
i nostri sistemi o di andare a lavorare in città se ne usciva
con lo zio d'America!
". "Che poi è finito all'ospizio
a Chicago" , ribatte la moglie.
E ora sappiamo anche l'origine del titolo del film.
René andrà a ricoprire l'incarico che gli è stato
affidato; Janine dopo un patetico incontro con la moglie di Jean, che
le rivela di essere malata di tumore, lo lascia per far sì che
si possa ricongiungere alla sua famiglia.
parte
III
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