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Presentazione della mostra a cura di Mauro Rea
 


La Salomè di KlimtKLIMT KOKOSCHA SCHIELE
Dall’Art Nouveau all’Espressionismo - Seconda parte

Schiele fu grande amico dell’altro protagonista della mostra, Gustav Klimt, di quasi trent’anni più grande. La sua Salomè, immagine scelta per rappresentare la mostra, aveva scosso gli animi dell’austera Vienna la cui severità si andava, al tempo, illusoriamente scalfendo ad opera di artisti e scrittori, che scelgono come tema principale delle loro opere l’universo femminile. Forze contrarie e reazionarie, tra cui la nascente psicoanalisi nella formulazione di Freud, si opporranno ben presto a questo vento nuovo che spira per un attimo nel clima del decadente Impero asburgico.

La Salomè di Klimt, il protagonista della Wiener Sezession, respinge ai margini della tela il volto della sua vittima. Non pentita, al contrario, Salomè reclama la propria bellezza, il suo corpo seminudo vuole affermare la propria sensualità.

Il Pianista PembauerCome nel sorprendente ritratto de Il Pianista Pembauer (1890), il cui volto è reso con il realismo di una fotografia, così Klimt, con ben più profondo interesse, si muove in un mondo femminile che guarda da ogni angolo e di cui cerca di afferrare il mistero, fino ad affrontarlo direttamente nel dipinto Speranza I (Maternità) in cui le ombre che si nascondono dietro la giovane donna non giungono a turbare la bellezza della sua condizione. Ombre che vogliamo credere alludano all’impossibilità storica di comprendere il mistero della ricettività, non solo fisica, della donna. All’uomo, a cui storicamente è stata negata uguale possibilità, relegato nel carcere di una identià composta dalla fredda razionalità, la creatività-ricettività della donna appare misteriosa e oscura.

Klimt - BacioEppure Klimt tenta di avvicinarsi, di scoprire quel mondo diverso che lo affascina e lo inqiueta, non perché sia di per sé inquietante come spesso è stato proposto, ma perché diverso e sconosciuto.
Il pittore ne intuisce la bellezza e sa unirla a quella dell’uomo in opere quali il celebre Bacio (1907-08).

manifesto di Oscar KoKoschaE così Kokoscka in La sposa nel vento (1914), opera non esposta. L’altro protagonista della mostra, come anche del suo tempo, ha, nei suoi disegni, un segno più spesso e più nero che nelle tele si moltiplica e si trasforma in pennellate disordinate, nervose, frammentate e colme di colore, di pigmento, senza più contorni definiti, né linee da rispettare. La mano del pittore, le sue unghie, lasciano tracce, graffi e ditate a raccontare di una forza che non sa contenersi e che solo nell’arte può placarsi ed esprimersi: “Reprimere un artista è un crimine: significa uccidere una vita che germoglia!” recita il titolo di un’opera di Schiele del 1912.

Isabella Pompei

 
 
Mauro Rea, pittore, scultore
> il linguaggio della terra


 
"Klimt, Kokoschka, Schiele: dall'Art Noveau all'Espressionismo"
> Presentazione di Mauro Rea

>Scheda sulla mostra a cura di Isabella Pompei
Prima parte

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