LA
MODA E’ MORTA! VIVA
LA MODA! Incontro con Adriana Mulassano
di Enrica Gaetani
Giornali,
riviste, pubblicità, televisione,
parlano di moda, …la moda!
Ma che cos’è la moda? Chi decide la moda? E c’è la
commessa del negozio che ti dice: "Assolutamente, questo è l’anno
delle giacche, in panno, in cotone in filo, quest’anno vanno
proprio di moda!" e tu lì che ti chiedi :”Ma
perché,
l’anno prima cosa portavo?”. E intanto la segretaria
del dottore ti consiglia il jeans strappato, perchè l’ha
visto alla “Maria”…“De Filippi”,
ovvio! Così senti
il bisogno di un po’ di verità, e l’esigenza
di sentire il meno possibile quelle perle di saggezza, date da ogni
improvvisato stilista… dei poveri! Proprio per questo abbiamo
incontrato Adriana Mulassano, per cercare un confronto
da chi di moda ne sa veramente qualcosa.
Volete curriculum? Giornalista. Ha iniziato il mestiere nella redazione
di Amica nel 1961. Nel ’68 è passata al Corriere
della sera fino all’86, quando assunse la direzione di Capital.
Ha raccontato il divenire della moda italiana, l’affermarsi
dei nuovi stilisti, la Vittoria delle passerelle di Milano, il
trionfo del prét-a portér,e
il confronto fra queste e quelle di Parigi. Nel ‘79 pubblica
I Mass Moda/Storia e Personaggi dell’Italian Look.
Sul finire del decennio ’ 80, dopo essere rientrata al Corriere
della Sera, abbandona il giornalismo militante per occuparsi dell’ufficio
stampa di Armani, responsabilità che successivamente ha
limitato solo ai grandi eventi della maison… Scusate se è poco!
(Dizionario della Moda 2004)
Sign.ra Mulassano, se dovesse fare un confronto fra la moda, quella
degli anni che hanno visto il Made in Italy protagonista nel mondo,
anni di un passato che tutti ricordano d’oro, e la moda contemporanea,
attuale, di oggi, cosa emerge di diverso? Quale analisi è possibile
fare?
"Innanzi tutto, mi trovo necessariamente a dire che la moda è morta!
La globalizzazione e le questioni economiche hanno fatto male alla
moda. Manca la volontà di compiere sia un investimento economico,
ma soprattutto morale per la moda. Ci troviamo in momento particolare,
di stasi, ci troviamo alla fine di un ciclo. La cosa migliore da fare
ora sarebbe : fermarsi, riflettere ed aumentare il proprio patrimonio
culturale, per approfondire la conoscenza e riabituarsi allo studio.
La moda risorgerà dalla fenice delle sue ceneri, io sono stata
testimone di un cerchio che ormai si è chiuso. Sono del tutto
positiva, la moda riprenderà, non so quando, non so da chi
arriverà questa spinta, ma ci sarà. E’una questione
di treno giusto e circostanze favorevoli. Così come si verificò negli
anni settanta, con l’esaurimento della fonte, e la ripresa all’inizio
degli anni ottanta, con il bello che emerge nonostante un periodo
sfittico, con tanti soldi e poca cultura. Cultura, è proprio
questa la parola chiave!"
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